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Inaugurazione del 39° anno accademico: la scoperta della Collezione FRIAM

6 Nov , 2026
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Sabato 7 novembre 2026, alle 10.30, nella Sala Consiliare di Palazzo Boton, l’UTE inaugurerà ufficialmente il 39° anno accademico (2026-2027).

A tenere la lectio magistralis sarà la dott.ssa Vania Gransinigh, già responsabile del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Casa Cavazzini di Udine e attualmente direttore del Servizio gestione Villa Manin, catalogazione e sviluppo del territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. Il suo intervento, dal titolo «Artisti statunitensi per il terremoto del 1976. Una storia di solidarietà internazionale», ci farà scoprire la Collezione FRIAM (Friul Art and Monuments), una raccolta di grande valore storico e artistico.

La Collezione FRIAM: un ponte ideale dall’America al Friuli

La storia della Collezione FRIAM prende avvio nei mesi successivi al terremoto del 1976, quando un comitato italo-statunitense ha promosso un’iniziativa di solidarietà per sostenere la ricostruzione del Friuli.

Più di cento artisti americani hanno aderito donando una propria opera, con l’idea che fosse messa all’asta e destinata a finanziare il recupero dei beni danneggiati dal sisma. A evitare che questo patrimonio venisse disperso è stato l’allora sindaco di Udine, Angelo Candolini: è grazie al suo intervento che le oltre cento opere — tra dipinti, sculture e stampe — non sono state vendute separatamente, rimanendo unite e tutelate come bene pubblico.

Oggi la raccolta è esposta a Cavazzini e documenta alcuni dei più significativi orientamenti artistici del Novecento.

Cinquant’anni dopo, una storia da riscoprire

A mezzo secolo dal terremoto, la Collezione FRIAM costituisce un’eredità culturale che unisce la memoria della ricostruzione alla storia dell’arte contemporanea. Riscoprirla significa valorizzare un patrimonio che, nato nei momenti difficili del post terremoto, è diventato parte integrante della storia culturale del Friuli.

L’inaugurazione del nuovo anno accademico sarà quindi un’occasione per ripercorrere e condividere una straordinaria pagina di solidarietà e per conoscere da vicino un tesoro d’arte che conserva ancora molte storie da raccontare.

Tutti i soci sono invitati a intervenire!

L’incontro è aperto anche alla cittadinanza

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